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Il Manierismo, John Shearman, 1983, Spes

Immagine di ManierismoHo comprato questo libro nel 2004 e solo ora mi sono deciso a leggerlo, complice un esame universitario sullo stesso argomento. Il testo è datato, l’edizione inglese risale al 1967, e pertanto non è aggiornato su teorie recenti relative al manierismo; credo che un esempio sia il sostenere l’assenza di questa corrente a Venezia.

L’impegno dell’autore è proporre una nuova definizione di Manierismo, eliminando l’accezione negativa del termine e preferendo un significato contestualizzato storicamente nell’epoca in cui è stato utilizzato la prima volta. Shearman si preoccupa anche di definire lo stile manieristico, proponendo un’indagine per tipi e generi, senza limitarsi alla sola paternità come metodo di aggregazione delle opere. Particolarmente interessanti appaiono quindi i numerosi parallelismi con opere letterarie e musicali coeve, inseriti nel capitolo delle “forme caratteristiche”. Ed è anche rilevante l’analisi dedicata all’architettura ed alle arti non figurative, poiché ci si occupa di fontane, giardini, camini, scale, scherzi bagnanti.

Senz’altro importante, soprattutto per l’ampio respiro con cui affronta l’argomento.

La scomparsa dei fatti – Marco Travaglio, 2006, il Saggiatore

Travaglio, la scomparsa dei fattiLeggere Travaglio fa male al fegato, perché mette a nudo la nostra cortissima memoria sociale. Già ad un anno di distanza, tendiamo a rimuovere – per assuefazione, presumo – gran parte dei dettagli peggiori delle italiche vicende.

Io credo sia importante temere a mente certi retroscena, soprattutto quando riguardano la cosa pubblica: tangenti, Rai, corruzione…l’elenco è vasto. Ecco che Travaglio propone, in uno stile scorrevole e godibile, una carrellata di eventi datati e documentati: notizie date dai telegiornali e dalla stampa volutamente distorte o parziali, bufale create ad hoc per asservire interessi economici e politici, notizie di distrazione di massa, casi di giornalismo prono al potere (dove $potere=array(Berlusconi, Moggi, Sismi, Bush, etc)). Naturalmente, per chi segue le pubblicazioni di Travaglio, certi fatti sono già noti ed in qualche caso può risultare ripetitivo, soprattutto rispetto a libri recenti come Inciucio, 2005.

Una frase azzeccata:

Se in America il giornalismo è il cane da guardia del potere, in Italia è il cane da compagnia. O da riporto.

Da leggere, perché rimuovere dalla mente certi fatti è troppo comodo, un po’ come votare Forza Italia.

Mio personalissimo giudizio: 5/5