pillole di terrorismo: mp3 droganti

Un caso emblematico di cui potrebbe occuparsi Travaglio, se non avesse già anche troppo da fare nel seguire le mirabolanti imprese del governo: mp3 droganti.

Secondo le fonti giornalistiche, l’ascolto di brani musicali con in due suoni leggermenti differenti come frequenza (nell’ordine di una decina di herz, quindi ad esempio 440-448 Hz, che produce un battimento) agirebbero provocando un’alterazione delle capacità mentali, ed assuefazione. Tante cazzate senza alcun supporto scientifico a favore, che Attivissimo ha provveduto ad analizzare e smontare.

Per ora resta un buon esemplare di bufala, creata ad arte per distogliere l’attenzione da Napoli, dalle Camere, da Torino.

ps. Cosa c’entra il terrorismo del titolo? Beh, se non è un’arma di distrazione di massa questa…

cosa non si fa per beneficenza

Vorreste andare a cena con Veltroni? 1200 euro.

Vorreste assistere alle riprese del prossimo film di De Sica & Co.? 1500 euro.

Una giornata nella redazione del Tg1? 300 euro (decisamente meno inflazionata).

Questi ed altri eventi (inclusa una ben più interessante visita esclusiva per 4 persone al Corridoio vasariano) in asta su ebay.it. Il venditore sarebbe l’Associazione Robert F. Kennedy Foundation of Europe Onlus…con un deplorevole feedback 0.

Le aste scadono tra poche ore, stiamo a vedere.

il ciclista non può telefonare, ma fumare si

Leggo su repubblica.it che un ciclista è stato multato per aver utilizzato il telefono cellulare durante la marcia. Devo pensare di essere fortunato, perché io l’ho usato spesso e non mi hanno mai fermato…

Ma vogliamo essere coerenti? Anche l’uso di sigarette e affini dovrebbe essere vietato, in auto come in bicicletta: giusto oggi, in una strada secondaria, ho evitato di poco un padre in bicicletta, con figlio sul sellino, che ha sbandato verso il centro strada, avendo una sola mano sul manubrio e la sigaretta accesa nell’altra. E senza dubbio anche per gli automobilisti il pericolo nel guidare fumando è elevato. Ma tant’è, dopo lo sgarbo del fumo vietato nei locali pubblici, chissà quando si potrà avere un altro provvedimento in materia.

Il Manierismo, John Shearman, 1983, Spes

Immagine di ManierismoHo comprato questo libro nel 2004 e solo ora mi sono deciso a leggerlo, complice un esame universitario sullo stesso argomento. Il testo è datato, l’edizione inglese risale al 1967, e pertanto non è aggiornato su teorie recenti relative al manierismo; credo che un esempio sia il sostenere l’assenza di questa corrente a Venezia.

L’impegno dell’autore è proporre una nuova definizione di Manierismo, eliminando l’accezione negativa del termine e preferendo un significato contestualizzato storicamente nell’epoca in cui è stato utilizzato la prima volta. Shearman si preoccupa anche di definire lo stile manieristico, proponendo un’indagine per tipi e generi, senza limitarsi alla sola paternità come metodo di aggregazione delle opere. Particolarmente interessanti appaiono quindi i numerosi parallelismi con opere letterarie e musicali coeve, inseriti nel capitolo delle “forme caratteristiche”. Ed è anche rilevante l’analisi dedicata all’architettura ed alle arti non figurative, poiché ci si occupa di fontane, giardini, camini, scale, scherzi bagnanti.

Senz’altro importante, soprattutto per l’ampio respiro con cui affronta l’argomento.

La scomparsa dei fatti – Marco Travaglio, 2006, il Saggiatore

Travaglio, la scomparsa dei fattiLeggere Travaglio fa male al fegato, perché mette a nudo la nostra cortissima memoria sociale. Già ad un anno di distanza, tendiamo a rimuovere – per assuefazione, presumo – gran parte dei dettagli peggiori delle italiche vicende.

Io credo sia importante temere a mente certi retroscena, soprattutto quando riguardano la cosa pubblica: tangenti, Rai, corruzione…l’elenco è vasto. Ecco che Travaglio propone, in uno stile scorrevole e godibile, una carrellata di eventi datati e documentati: notizie date dai telegiornali e dalla stampa volutamente distorte o parziali, bufale create ad hoc per asservire interessi economici e politici, notizie di distrazione di massa, casi di giornalismo prono al potere (dove $potere=array(Berlusconi, Moggi, Sismi, Bush, etc)). Naturalmente, per chi segue le pubblicazioni di Travaglio, certi fatti sono già noti ed in qualche caso può risultare ripetitivo, soprattutto rispetto a libri recenti come Inciucio, 2005.

Una frase azzeccata:

Se in America il giornalismo è il cane da guardia del potere, in Italia è il cane da compagnia. O da riporto.

Da leggere, perché rimuovere dalla mente certi fatti è troppo comodo, un po’ come votare Forza Italia.

Mio personalissimo giudizio: 5/5

Trattoria Tonello – Longare (VI)

Premetto che vado raramente a mangiare fuori (sono tirchio, l’ho scritto nella mia pagina di presentazione, e oltretutto so cucinare bene).

Stasera sono stato col mio coro a cena presso la Trattoria Tonello, a Longare (vicino a Vancimuglio, che i più ricorderanno per essere stata zona di scontri ai tempi delle quote latte europee).

Il locale è in aperta campagna, con buon parcheggio davanti. La sala da pranzo è decorosa, se si riesce a non fare caso ai poster e calendari inneggianti al duce sparsi qua e la – un primo motivo per non tornarci. Notevole esempio di kitsch la grande pelle di serpente incorniciata sopra ad una credenza.

Spesa pro capite: circa 30 euro (non so la cifra precisa ma mi informerò).

Antipasto: affettati e sottaceti. Buono il prosciutto crudo, discreta la coppa, non granché la soppressa. I sottaceti fanno parte della cultura gastronomica locale, sono il tipico accompagnamento “da osteria” agli affettati, ma io li avrei saltati volentieri: non si tratta di fare i difficili, una fettina di polenta grigliata sarebbe andata benissimo.

Primo piatto: bis di risotto ai funghi e bigoli al ragù d’anatra. Il peggior piatto della serata: riso poco cotto, con un eccesso di estratto di carne e di burro; chi pensa di risolvere ogni piatto con tanto “dado” e condimento dovrebbe essere così gentile da fornire il bicarbonato a fine pasto! I bigoli ancora peggio: il ragù (o ragout che dir si voglia), macinato eccessivamente fine, non aveva assolutamente il gusto dell’anitra – e qui in Veneto lo conosciamo, lo si può mangiare in qualsiasi sagra paesana o ristorante – bensì ci ha dato l’idea di essere misto a normale carne bianca, un poco insipida. Da dimenticare.

Secondo piatto: grigliata mista con contorni vari. Nella norma. Vassoi di salsiccia tipo salamella, cosce di pollo poco disossate, braciole e costine; piatti di funghi, piselli, patate fritte, polenta e insalata. Assolutamente in linea con le trattorie locali; da notare l’eccessivo grasso nei tagli del maiale.

Vino della casa, niente di particolare.

Dolci vari non della casa, sorbetto e caffè.

Personalissimo giudizio finale: 2/5. Purtroppo un posto in cui non tornerei volentieri.

EDIT: stanotte ho dormito 3 ore…ed invero non mi sono certo strafogato ieri a cena. Dov’è il mio maalox?

una salus victis nullam sperare salutem