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Strumenti per una tesi: Tomboy

Mi avevano detto che OneNote di MS era comodo per tenere gli appunti di una tesi o qualsiasi altro lavoro, ma io non avevo sottomano né windows né OneNote…avevo Ubuntu e mi sono messo a cercare un programma simile, finché non mi sono accorto di averlo già, preinstallato di default 😛

Tomboy 0.14.2 è la versione attuale, non è ancora una stabile ma è tranquillamente usabile.

Al momento le funzioni non sono molte: gestisce appunti organizzati in gruppi; riconosce durante la digitazione il titolo di una nota già scritta e ne crea il link; gestisce un database per fare ricerche sulle note; esporta in html; stampa. Per ora basta.

Al resto ci stanno lavorando: esportazione in pdf (al momento è comunque sufficiente stampare su un pdf converter tipo pdfcreator), sincronizzazione tra due postazioni. Quest’ultima in realtà c’è, ma è embrionale; io ho provato anche con Conduit ma non sono riuscito ad ottenere alcunché. Per la sincronizzazione tra win e ubuntu, ad esempio, uso il sistema manuale: copio i file *.note da APPDATA\Tomboy a .tomboy nella mia home in linux, e viceversa. Gli altri files xml e le due directory addins non vanno spostati: niente di grave se succede, ma a me non si apriva più la finestra di ricerca. Eliminati tutti, si sono ricreati al riavvio del programma e la ricerca ha ripreso a funzionare.

Funziona anche su windows: serve il framework .NET versioni 1.1 e 2, nonché il set di librerie GTK di Novell (a me le versioni 2.19.x non si installano,  la 2.18 si).

Nvidia e la digestione dei font Open Type

Mesi addietro avevo il mio bel XP sp2 con bei font installati, tra cui Adobe Garamond Pro, Caslon, etc…

Dopo due reinstallazioni, aggiornamenti vari, sp3, etc etc, provo oggi a reinstallare i font e scopro che la maggior parte di essi SAREBBE corrotta! Si tratta di font Open Type con estensione .otf

Stringendo: se ricevete un errore simile a

“Il file xxx.otf richiesto non è un file di tipo di carattere valido”

sappiate che probabilmente è un problema dei driver della vostra scheda grafica NVIDIA. Non chiedetemi perché, forse dipende da problemi di rendering o dallo standard di Open Type.

Provate ad aggiornare i driver oppure installate una versione più vecchia degli stessi. Sul sito Nvidia trovate tutto l’occorrente.

9° Concorso di Composizione “Musica e Cultura a Piazza dei Martiri” – Napoli

Solo per comunicare sono finalista in questo concorso.

Si tratta di un testo di Rainer Maria Rilke del 1908, “Der Auferstandene” (Il Risorto) musicato per coro a 4 parti spazializzato e pianoforte.

La finale si terrà il 27 aprile 2009 alle ore 20.30 nella sede ecclesiastica della Comunità Evangelica Luterana di Napoli, in via Carlo Poerio 5.

Ecco il testo:

Der Auferstandene

Er vermochte niemals bis zuletzt
ihr zu weigern oder abzuneinen,
daß sie ihrer Liebe sich berühme;
und sie sank ans Kreuz in dem Kostüme
eines Schmerzes, welches ganz besetzt
war mit ihrer Liebe größten Steinen.

Aber da sie dann, um ihn zu salben,
an das Grab kam, Tränen im Gesicht,
war er auferstanden ihrethalben,
daß er seliger ihr sage: Nicht –

Sie begriff es erst in ihrer Höhle,
wie er ihr, gestärkt durch seinen Tod,
endlich das Erleichternde der Öle
und des Rührens Vorgefühl verbot,

um aus ihr die Liebende zu formen
die sich nicht mehr zum Geliebten neigt,
weil sie, hingerissen von enormen
Stürmen, seine Stimme übersteigt.

Il Risorto

Mai fino all’ultimo ebbe cuore
di rifiutarle o di vietare
ch’ella del proprio amore si gloriasse;
ed ella cadde ai piedi della croce
vestita di un dolore che era tutto adornato
delle più grandi gemme del suo amore.

Ma quando venne in lacrime al sepolcro
per ungerlo di balsami, Egli era
per lei risorto e per poterle dire
più beato il suo: Non mi toccare –

Lei capì solo poi nella sua grotta,
quando, fortificato dalla morte,
lui finalmente le vietò il conforto
di ungerlo e il presagio del contatto,

per educare in lei la donna amante
che sull’Amato ormai più non si china
perché, sospinta da bufere enormi,
sopravanza la voce dell’amato.

raffreddore e nuvole

Magari è un segreto di pulcinella, ed io sono stato tonto a non pensarci.

Ieri ho preso un aereo (verona-cagliari) pur avendo il raffreddore da 3 giorni. Mi sembrava di stare abbastanza bene, non avevo più febbre, e non ho voluto rinunciare al viaggio. Così mi sono coperto bene e via.

Il volo è stato quasi noioso per un’ora, sino alla discesa.

Un incubo.

Il catarro non ancora espettorato è sceso dal cranio ed ha tappato le orecchie, esercitando una pressione via via sempre più forte; ad un certo punto avevo addirittura la sensazione di sanguinare dalle orecchie, e la gola ha preso a bruciare. Un dolore tremendo.

Sceso finalmente a terra, la pressione è calata ma l’orecchio sinistro è rimasto prima tappato e tutt’ora velato.

Si procede con aerosolterapia a base di mucolitici. Grazie per l’ascolto.

Trattoria “Al fogolare” Monte San Lorenzo – Monteviale (VI)

Ferragosto, pranzo con i parenti.

La trattoria è sul culmine della collina di Monteviale in località Monte San Lorenzo, un piccolo borgo immerso nel verde, ideale per un po’ di relax.

Costo a persona: circa 15,00 euro (indicativamente, un primo costa 5,00-7,00 euro, un secondo 6,00 -10,00 euro).

Prim piatti: io ho scelto gli gnocchi di patata col tartufo. Un po’ troppo burro ma complessivamente buoni, in particolare il tartufo era profumato al punto giusto, ossia non eccedeva verso il profumo d’aglio come purtroppo succede; gnocchi ben fatti. Gli altri commensali hanno preferito tagliatelle o bigoli con funghiragù d’anatra, e ne sono stati pienamente soddisfatti. Piatti abbondanti, la mezza porzione a mio parere è più che soddisfacente, se si intende prendere anche un secondo.

Secondi piatti: ho optato per la tagliata di manzo ai ferri. Molto apprezzabile, nonostante la trattoria fosse piena di avventori, la premura del cameriere nel domandarci il grado di cottura preferito (al sangue, medio, ben cotto). La tagliata (per me rigorosamente al sangue) era ben preparata, aromatizzata con ginepro: io preferisco un taglio di carne più spesso, ma sono stato comunque molto soddisfatto; anche questa porzione era decisamente abbondante. Gli altri hanno scelto il galletto e la bistecca di manzo, sempre ai ferri.

Contorni: un’ottima peperonata, molto delicata e non pesante; polenta ai ferri, patatine ed altre verdure cotte.

Vino rabosello alla spina, acqua, caffè.

Giudizio personale: 3.5 / 5 – locale accogliente, senza troppo pretese, ottimo rapporto qualità-prezzo. Consigliato per un pranzo in collina con piatti della tradizione veneta.

Wasserspiegel in prima esecuzione assoluta

Il duo formato dal soprano Barbara Crisponi e dal pianista Matteo Martis eseguirà in prima assoluta 😛 il mio brano Wasserspiegel (già 3° classificato al Concorso di Composizione “Pollini” del 2003, ma tutt’ora ineseguito), in tre concerti: il 31 luglio a Cagliari, nella chiesa di S.Chiara; l’1 agosto a S.Vero Milis, in provincia di Oristano, al centro sociale; il 2 agosto a Calasetta, in provincia di Cagliari, al Museo civico di arte contemporanea.

Il titolo, in tedesco, sta per “specchio dell’acqua”, ossia la superficie di un ipotetico lago, fiume, etc, in cui richiamo un ambiente naturalistico fatto di piccole onde che si propagano sull’acqua, insetti che vi si posano, pesci ed altri animali che appaiono e scompaiono…ma è anche un pretesto per esplorare, isolandoli, i singoli fonemi che compongono il titolo, e che ben si prestano a rappresentare l’immagine appena descritta.

Rifugio Campogrosso – Recoaro Terme (VI)

Nonostante il tempo non bello, domenica scorsa ci siamo concessi una passeggiata tra i monti 🙂 quindi, dopo aver consultato il meteo, ci siamo diretti verso Recoaro terme alla volta del rifugio Campogrosso, a 1450 metri circa d’altitudine; sul posto, una forte nebbia che impediva la visione dello stupendo panorama, ed un piacevole freddo. Dopo aver prenotato un tavolo al rifugio per il pranzo, ci siamo diretti in direzione Trentino, seguendo la strada maestra… potrà sembrare una battuta, ma esattamente 100 metri oltre il confine, a neppure 10 minuti dal rifugio, la nebbia si è diradata ed in Trentino splendeva il sole 😀 Dopo un’ora e mezza circa di passeggiata siamo andati a pranzo.

Spesa pro capite, circa 15 euro.

Primi piatti: gnocchi con la fioretta e bigoli al ragù d’anatra. Gli gnocchi sono un prodotto tipico del luogo: si tratta di farina impastata con la fioretta, ossia la ricotta liquida prodotta dalla prima lavorazione del latte, senza uova o patate per quanto ne so. Io li ho trovati un po’ gommosi, per sentito dire me li sarei aspettati più morbidi; sono stati serviti con poco burro e della ricotta affumicata a scaglie. Non male. I bigoli all’anatra mi hanno lasciato stupito: contrariamente rispetto al solito, si trattava di petto d’anatra bollito e poi tritato a coltello e insaporito, come testimoniato dal residuo di brodo nel fondo del piatto. Da anni siamo abituati al ragù preparato in modo affine a quello di normale carne, ottenuto soffriggendo la carne tritata e poi con l’aggiunta di latte e cannella; in questo caso si tratterebbe della ricetta tradizionale che si può leggere ovunque in rete, senza però l’aggiunta di cuore e interiora rosolate nel burro, o per lo meno così mi è parso. Debbo dire che, dopo l’iniziale sorpresa e diffidenza, ho apprezzato il piatto che risulta molto più leggero del solito, perché il petto d’anatra è di per se molto grasso, e preparato nel modo convenzionale risulta senz’altro pesante.

Secondi piatti: gulash con polenta al cucchiaio, fagioli all’uccelletto e patate arrosto. Le portate sono abbondanti, con due porzioni di carne e due contorni abbiamo mangiato in quattro senza problemi. Decisamente buono il gulash, non eccessivamente speziato, di cui ho apprezzato l’alta qualità del taglio di carne, morbido e senza cartilagini. Nei fagioli all’uccelletto, insolitamente piccanti, mi sarei aspettato una robusta presenza di salvia, purtroppo assente pur essendo un ingrediente fondamentale del piatto. Nella norma le patate.

Dessert: torta di mele e strudel. Buona ed abbondante la torta, profumata all’arancio; un po’ inferiore lo strudel, purtoppo servito dopo essere stato riscaldato al microonde, che ne ha rovinato la sfoglia.

Vino rosso della casa e acqua, caffè.

Giudizio personale: 3.5/5. Consigliata la prenotazione, perché il locale è giustamente affollato da turisti e amanti della montagna.

Ristorante L’Albero – Berica Chef (Vicenza)

Il ristorante L’Albero, gestito dalla catena Berica Chef, si trova a Vicenza in zona fiera. Nato da poco, è un self-service che alla sera propone il servizio al tavolo. Il menù propone una scelta di cinque primi, cinque secondi di carne, cinque di pesce, che variano di giorno in giorno.

L’ambiente è curato, luminoso e pulito, con l’intera area cucina a vista, il che a mio parere è un’ottima cosa, poiché dalla sala da pranzo sono riuscito a seguire in diretta le fasi di preparazione dei piatti senza peraltro avvertire odori sgradevoli come il fritto, grazie ad una capace cappa aspirante. Il personale è gentile e cordiale; l’unica pecca forse è stata l’aria condizionata eccessivamente forte.

Spesa pro capite, per cena a base di pesce, 29 euro.

Aperitivo: ci è stato offerto dalla casa un gradito aperitivo analcolico a base di succo di frutta, con della focaccia e dei grissini artigianali.

Primi piatti: ravioli con ripieno di branzino e gnocchi con pesto estivo. Ottimi davvero i ravioli, serviti con un pomodorino e julienne di carota e zucchina; ben cotti, ripieno gustoso di solo pesce, non eccessivamente conditi, assolutamente da riassaggiare. Molto buoni anche gli gnocchi di patata, grossi e morbidi, in cui il pesto estivo consisteva nel tradizionale condimento alla genovese col basilico, arricchito da germogli di soia, zucchine e carote a julienne. Entrambe le porzioni erano generose.

Secondi piatti: degustazione mista di pesce. Si tratta di un vassoio per due persone con le cinque portate di pesce del giorno, nel nostro caso frittura mista, gamberoni alla piastra, scampi alla piastra, branzino al forno, insalata di mare. Al colpo d’occhio, le porzioni non apparivano troppo abbondanti. Il vassoio viene mantenuto caldo al tavolo da un fornellino con due candele. In ordine di preferenza: superba la frittura di pesce, ben cotta, croccante e assolutamente non unta, con un buon assortimento di anelli di totano, gamberi e seppioline; notevole il branzino al forno, anche se un solo filetto in una degustazione per due mi è parso scarso; un po’ sotto le aspettative i gamberoni e gli scampi alla piastra, quattro per tipo, rimasti un po’ crudi e dal sapore non eccelso; nell’insalata di mare ho apprezzato il polipo, non i gamberetti – un po’ mosci – e neppure il totano, troppo duro per me da masticare. Un piccolo appunto: forse l’insalata di mare andrebbe servita a parte, invece che sul vassoio riscaldato, perché quando l’abbiamo assaggiata (per ultima, ritenendo di dover apprezzare prima la frittura calda) risultava tiepida e perciò non troppo appetibile (o quantomeno, io l’avrei apprezzata fredda 😀 ).

Dessert: semifreddo al cioccolato bianco e tartufo. Presentazione ben curata, con guarnizione di cioccolato, cialde di frutta secca e miele, su una base di pasta sfoglia. Appetitoso.

Prosecco alla spina e acqua.

Mio personale giudizio: 4/5. Merita senz’altro ulteriori visite.

Concorso internazionale di composizione corale “Seghizzi” 2008

Un mio brano per coro, dal titolo “L’acqua dalle fonti”, si è classificato al primo posto nella fase eliminatoria del Concorso internazionale di composizione corale “Seghizzi” 2008, e verrà inserito tra i brani d’obbligo per la VI categoria del concorso corale internazionale 2009. 🙂

Tuttavia ho qualche dubbio sull’efficacia di questa formula:

  • prima di tutto la suddetta VI categoria è molto selettiva, perché vi possono concorrere solo cori vincitori, negli ultimi due anni, di altri concorsi corali internazionali;
  • solo i brani effettivamente eseguiti concorrono al trofeo, e ciò potrebbe non avvenire. Riporto un estratto del regolamento di quest’anno:

VI CATEGORIA
WORLD WINNERS – CORI VINCITORI

La categoria è riservata esclusivamente a cori che nel 2006 e/o nel 2007 abbiano vinto un primo premio in una categoria polifonica di un concorso corale internazionale. I cori iscritti a questa categoria dovranno presentare un programma musicale così articolato:

a)
se coro a voci miste UNA delle seguenti composizioni:
a 1) Andrea Baduino “O Crux Ave” (SATB)
a 2) Cristian Gentilini “Agnus Dei” (SSAATTBB)
a 3) Alexandre Bèneteau “Succurre Miseris” (SATB)
a 4) Michaela Eremiasova “Water” (SSAATTBB)
Le partiture si trovano on line.La migliore esecuzione di uno dei brani sopra elencati contribuisce alla determinazione del trofeo internazionale Seghizzi di composizione (vedi premi speciali);

se coro a voci maschili
almeno due composizione tratte da “Quatre petites prières de Saint François d’Assise” di Francis Poulenc;

se coro a voci femminili
“Tre Haiku” di Cecilia Seghizzi

se coro a voci bianche (nati non prima del 1993)
almeno UNA composizione tratta da “Tre Haiku” di Cecilia Seghizzi

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Da quel che sono riuscito a capire (le varie informazioni sul concorso Seghizzi sono distribuite in un impressionante dedalo di blog Splinder: provare per credere), NESSUN CORO nel 2008 ha partecipato alla VI sezione e di conseguenza nessun brano della quaterna finalista è stato eseguito, impedendo di fatto l’assegnazione del trofeo.

La mia viva speranza quindi è che gli organizzatori propongano, per il concorso 2009, una VI categoria meno esclusiva e più accessibile, oppure che l’utilizzo dei brani finalisti venga ampliato anche ad altre categorie.