Rifugio Campogrosso – Recoaro Terme (VI)

Nonostante il tempo non bello, domenica scorsa ci siamo concessi una passeggiata tra i monti 🙂 quindi, dopo aver consultato il meteo, ci siamo diretti verso Recoaro terme alla volta del rifugio Campogrosso, a 1450 metri circa d’altitudine; sul posto, una forte nebbia che impediva la visione dello stupendo panorama, ed un piacevole freddo. Dopo aver prenotato un tavolo al rifugio per il pranzo, ci siamo diretti in direzione Trentino, seguendo la strada maestra… potrà sembrare una battuta, ma esattamente 100 metri oltre il confine, a neppure 10 minuti dal rifugio, la nebbia si è diradata ed in Trentino splendeva il sole 😀 Dopo un’ora e mezza circa di passeggiata siamo andati a pranzo.

Spesa pro capite, circa 15 euro.

Primi piatti: gnocchi con la fioretta e bigoli al ragù d’anatra. Gli gnocchi sono un prodotto tipico del luogo: si tratta di farina impastata con la fioretta, ossia la ricotta liquida prodotta dalla prima lavorazione del latte, senza uova o patate per quanto ne so. Io li ho trovati un po’ gommosi, per sentito dire me li sarei aspettati più morbidi; sono stati serviti con poco burro e della ricotta affumicata a scaglie. Non male. I bigoli all’anatra mi hanno lasciato stupito: contrariamente rispetto al solito, si trattava di petto d’anatra bollito e poi tritato a coltello e insaporito, come testimoniato dal residuo di brodo nel fondo del piatto. Da anni siamo abituati al ragù preparato in modo affine a quello di normale carne, ottenuto soffriggendo la carne tritata e poi con l’aggiunta di latte e cannella; in questo caso si tratterebbe della ricetta tradizionale che si può leggere ovunque in rete, senza però l’aggiunta di cuore e interiora rosolate nel burro, o per lo meno così mi è parso. Debbo dire che, dopo l’iniziale sorpresa e diffidenza, ho apprezzato il piatto che risulta molto più leggero del solito, perché il petto d’anatra è di per se molto grasso, e preparato nel modo convenzionale risulta senz’altro pesante.

Secondi piatti: gulash con polenta al cucchiaio, fagioli all’uccelletto e patate arrosto. Le portate sono abbondanti, con due porzioni di carne e due contorni abbiamo mangiato in quattro senza problemi. Decisamente buono il gulash, non eccessivamente speziato, di cui ho apprezzato l’alta qualità del taglio di carne, morbido e senza cartilagini. Nei fagioli all’uccelletto, insolitamente piccanti, mi sarei aspettato una robusta presenza di salvia, purtroppo assente pur essendo un ingrediente fondamentale del piatto. Nella norma le patate.

Dessert: torta di mele e strudel. Buona ed abbondante la torta, profumata all’arancio; un po’ inferiore lo strudel, purtoppo servito dopo essere stato riscaldato al microonde, che ne ha rovinato la sfoglia.

Vino rosso della casa e acqua, caffè.

Giudizio personale: 3.5/5. Consigliata la prenotazione, perché il locale è giustamente affollato da turisti e amanti della montagna.

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